Il circolatore di un pavimento radiante: chi accende la pompa

Chi sostituisce la centralina di un pavimento radiante di solito pensa alle valvole delle zone: un relè per stanza, un attuatore che si apre, e il gioco è fatto. Poi accende tutto, le valvole si aprono, e il pavimento resta freddo. Il motivo è spesso a decine di metri di distanza: la pompa che manda l’acqua al tuo appartamento non parte da sola. In molti impianti condominiali il circolatore sta nel vano scala, dentro il “satellite” d’utenza, e lo accende una scheda che obbedisce alla centralina di casa. Tolta quella, nessuno glielo chiede più.

Questa guida nasce dal lavoro su ORFHAn e su un impianto Radiax studiato con rehumatism. Spiega come capire se il problema ti riguarda, quali strade ci sono e quali regole deve rispettare chi comanda una pompa.

Prima di tutto: ti riguarda?

Si scopre con l’impianto ancora originale, in tre passi:

  1. alza il setpoint di una zona, in modo che chieda calore (o fresco, d’estate);
  2. vai al satellite e guarda la pompa: molti circolatori elettronici hanno una spia che si accende quando girano;
  3. metti tutte le zone su spento e guarda se la pompa si ferma.

Se la pompa segue le richieste, il consenso arriva dalla centralina, e questa guida fa per te.

Se la pompa gira comunque, in circolazione continua o comandata da un pressostato differenziale, non devi fare niente. Lo stesso se gli attuatori delle tue valvole hanno quattro fili invece di due: spesso i due in più sono un microinterruttore ausiliario che si chiude quando la valvola è aperta, cablato come consenso alla pompa. In quel caso il consenso nasce dall’apertura fisica della valvola e continua a funzionare con qualsiasi centralina.

Che cosa abbiamo trovato su un impianto Radiax

Il caso da cui nasce il progetto è istruttivo, perché smentisce le ipotesi più naturali.

L’ultima cosa è quella che conta di più: un guasto in casa, con l’impianto acceso, lascia la pompa a girare contro le valvole chiuse finché qualcuno non se ne accorge.

Le regole che non si discutono

Il satellite è una parte comune. Dentro ci sono quasi sempre il contabilizzatore di calore, il contatore dell’acqua e delle sonde con i sigilli: sono strumenti fiscali, servono a dividere le spese, e non si toccano. Si lavora a 230 V su un impianto che non è tuo.

La strada giusta è parlare con l’amministratore e far eseguire la modifica al manutentore. Conviene presentarsi con una richiesta tecnica precisa, come “un consenso a contatto pulito sul ramo della pompa”, e non con un generico “vorrei modificare l’impianto”: la prima la capisce qualsiasi installatore.

Le strade possibili

Un contatto pulito, e un relè nel vano scala

È lo schema classico degli impianti termici, ed è quello consigliato. La centralina in appartamento chiude un contatto senza portare tensione; nel vano scala, un relè alimentato sul posto vede quel contatto e accende la pompa. Per i due fili del segnale si può spesso riusare il cavo della vecchia centralina, se ha davvero conduttori liberi.

Schema di principio del consenso alla pompa a contatto pulito

Perché non alimentare il relè da casa? Perché su decine di metri di cavo la tensione cala, e una bobina a bassa tensione diventa inaffidabile; e perché si porterebbe energia del proprio impianto dentro un’apparecchiatura condominiale. Con il contatto pulito i due impianti restano isolati l’uno dall’altro.

Due cose da chiarire con il manutentore: se la scheda che c’è oggi fa solo la pompa o partecipa anche alla contabilizzazione (in quel caso resta alimentata e si interviene solo sul ramo della pompa), e se il cavo verso l’appartamento ha conduttori liberi e riconoscibili.

L’ingresso di comando del circolatore

Alcuni circolatori elettronici hanno un ingresso per lo start/stop o per un segnale PWM. Se il tuo modello lo ha, è la soluzione più pulita: la pompa si comanda come vuole il suo costruttore, senza toglierle la corrente a ogni ciclo. Va verificato sul manuale del modello preciso.

Un pressostato differenziale

Un pressostato sul circuito accende la pompa quando le valvole si aprono e la pressione cambia. Nessun cavo e nessuna dipendenza dalla centralina, ma è un intervento idraulico.

Rispondere al posto del display

Su un impianto come il Radiax c’è una quarta strada, che non tocca niente nel vano comune: collegarsi al bus dell’impianto e rispondere alla scheda del vano comune al posto del display. È quello che fa ORFHAn con il suo driver. Il prezzo è che il comportamento della pompa resta quello deciso da quella scheda, con i suoi tempi.

Tenere la vecchia centralina solo per il consenso

Funziona, ma è sconsigliata: rimette in casa esattamente la dipendenza da cui si voleva uscire.

Il relè giusto

Un circolatore elettronico domestico consuma poco: quello del nostro impianto va da 3 a 45 W, con una corrente massima di 0,44 A. Ma dentro ha un alimentatore switching, che all’accensione assorbe un picco molto più alto della corrente nominale. Non scegliere il relè al minimo: un contattore da guida DIN o un relè con contatti generosi dura molto di più.

Le regole di sicurezza nel firmware

Chi accende una pompa deve anche saperla spegnere in ogni situazione. Le regole che abbiamo scritto, e che valgono per qualsiasi centralina fatta in casa:

  1. Mai la pompa senza almeno una valvola aperta. Va ricontrollato a ogni giro del programma, anche durante il collaudo a mano.
  2. All’avvio, prima di tutto, spegnere. Non si sa in che stato ha lasciato le cose la sessione precedente.
  3. Ripetere lo stato ogni tanto. Un comando ripetuto è innocuo e rimedia a un messaggio perso.
  4. Prima di un riavvio o di un aggiornamento, spegnere e aspettare la conferma.
  5. Se il comando passa da un dispositivo remoto (uno Shelly, un altro modulo relè), quel dispositivo deve aprire il suo relè da solo quando le richieste smettono di arrivare.
  6. La decisione resta sulla centralina. Home Assistant può vedere lo stato della pompa, ma non deve essere lui a comandarla: se cade il server di casa, la pompa non deve restare appesa.

Che cosa è provato