Provare una centralina a relè al banco, prima di aprire il quadro

Sostituire la centralina di un pavimento radiante con una fatta in casa è un lavoro di un pomeriggio, se tutto va bene. Se qualcosa va storto, è una casa fredda a gennaio con il firmware da correggere e un quadro aperto. La differenza la fa quello che si prova prima, sul tavolo, con l’impianto originale che continua a funzionare. Questa è la procedura che segue ORFHAn, ma vale per qualsiasi centralina a relè con un ESP32 o un altro microcontrollore.

La regola d’oro è una: non si tocca l’impianto vero finché la prova completa al banco non è riuscita.

Le fasi, e quando l’impianto è fuori servizio

FaseChe cosa si faImpianto originale
0si documenta l’esistentefunziona
1si preparano e si provano i sensori, al bancofunziona
2si carica e si collauda la scheda relè, senza carichifunziona
3si prova tutto insieme, sul tavolo, per un giornofunziona
4si sostituisce la centralinafuori servizio
5si tara nelle prime settimaneil nuovo è attivo

Fino all’ultimo momento la casa resta regolata come prima. Tutto quello che si può provare sul tavolo si prova sul tavolo.

Fase 0: poter tornare indietro

Prima di toccare qualsiasi cosa:

  1. Fotografa tutto: la centralina, le morsettiere con i fili collegati, le etichette, il collettore, gli attuatori. Più foto del necessario, da più angolazioni.
  2. Etichetta ogni filo prima di staccarlo, con nastro di carta e penna: il morsetto da cui viene.
  3. Mappa le zone: quale uscita della centralina comanda quale attuatore, e quale stanza serve ogni circuito. Se non è scritto da nessuna parte, si scopre un attuatore alla volta, guardando quale tubo si scalda.
  4. Controlla chi accende la pompa: alza il setpoint di una zona e guarda se il circolatore parte, poi spegni tutto e guarda se si ferma. Se la pompa segue le richieste, serve un consenso: è spiegato nella guida sul circolatore del pavimento radiante.
  5. Tieni la centralina originale: non buttarla e non tagliare i cavi a filo. È il piano B.

Se non hai chiaro come rimettere tutto com’era, non andare avanti.

Conoscere gli attuatori

Sul collettore, ogni circuito ha un attuatore termoelettrico, il “pistoncino”: dentro c’è un elemento che si scalda quando è alimentato e spinge, o lascia andare, lo stelo della valvola. Tre cose da sapere prima di collegarli a un relè:

Se un attuatore ha più di due fili, quelli in più sono probabilmente un microinterruttore ausiliario che segnala la valvola aperta, spesso usato come consenso per la pompa.

Gli attuatori delle valvole collegati ai relè della scheda, uno per relè, su COM e NO

Ogni attuatore va su un relè, sui contatti COM e NO: la fase arriva al comune, esce dal contatto normalmente aperto e va all’attuatore; il neutro va diretto. Il contatto NC resta libero. Sulla scheda di riferimento del progetto, la Devantech ESP32LR88, c’è anche un motivo in più: il filtro che protegge il contatto dai disturbi della commutazione c’è solo sul lato NO.

Fase 2: il collaudo dei relè, senza carichi

La scheda è alimentata e scollegata dalle valvole. Il firmware di ORFHAn ha una modalità collaudo: mentre è attiva la scheda non regola niente di sua iniziativa e ogni relè si comanda a mano, uno alla volta, dal pannello touch o con un messaggio MQTT. Se scrivi il tuo firmware, una modalità così ripaga il tempo che costa.

Che cosa si guarda:

La modalità collaudo di ORFHAn ha qualche regola che vale la pena copiare: il relè della pompa non si chiude se non c’è almeno una valvola aperta, nemmeno a mano; la modalità si sgancia da sola dopo un’ora, perché nessuno lasci l’impianto senza regolazione per una dimenticanza; e non si attiva da Home Assistant, solo dal pannello o dalla rete locale della scheda.

Fase 3: la prova completa, sul tavolo

Sensori, scheda e pannello lavorano insieme, ancora sul tavolo. La lista dei controlli:

Poi si lascia girare tutto per almeno ventiquattro ore. I problemi di stabilità, come un riavvio ogni tanto o un sensore che si stacca dalla rete, si vedono col tempo, non nei primi dieci minuti.

Fase 4: in campo

Si sceglie una giornata mite, non gennaio, e un orario che permetta di rimettere la centralina originale in serata se serve.

  1. Togli tensione dall’interruttore del circuito della centralina, e verifica l’assenza di tensione con un tester: non fidarti dell’interruttore. Solo dopo apri il quadro.
  2. Fotografa di nuovo, poi stacca gli attuatori uno alla volta, controllando le etichette.
  3. Monta la scheda, collega gli attuatori ai relè secondo la mappa della fase 0 e l’alimentazione della scheda.
  4. Attenzione al metallo: un pannello metallico scherma il WiFi. Prima di richiudere, prova il segnale con il pannello chiuso.
  5. Tieni i fili dei segnali, come sensori e bus, separati da quelli a 230 V.
  6. Ridai tensione e prova zona per zona: alza il setpoint, senti l’attuatore, e dopo qualche minuto controlla con la mano che il tubo di quella zona cambi temperatura.

Due comportamenti di sicurezza da pretendere da qualsiasi firmware: all’avvio tutti i relè a riposo, cioè valvole chiuse; e una valvola chiusa quando il sensore della sua stanza tace da ore e non c’è un’alternativa. D’estate è indispensabile: un pavimento che raffresca senza che nessuno misuri l’umidità fa condensa. Ricorda invece che se la scheda si blocca, i relè restano dove erano: un riavvio automatico in caso di blocco è il minimo.

Prima di cominciare

Si lavora su un impianto a 230 V: se non hai la competenza, i collegamenti di potenza li fa un elettricista. Sostituendo la centralina originale si perde la garanzia dell’impianto. In condominio, pompa, centrale termica e contabilizzatori sono parti comuni e non si toccano senza l’accordo dell’amministratore.

Che cosa è provato

La guida all’installazione completa, con i comandi e i disegni dei collegamenti, è nel repository di ORFHAn.